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L'indagine sull'offerta di formazione linguistica
L'analisi sull'offerta LETitFLY ha come obiettivo primario quello di creare una mappatura dell'offerta disponibile sull'intero territorio nazionale. Non trattandosi di un vero censimento, la ricerca non si pone come esaustiva, ma vuole proporre un quadro d'insieme che possa servire da riferimento. Per il campione, sono state individuate (con diverse modalità) 4931 strutture a cui è stato inviato un questionario strutturato, riferito al triennio 2003-2005. L'analisi è stata poi effettuata sui 1231 questionari rientrati. Tra le strutture che hanno risposto, 1033 hanno realizzato corsi o moduli di formazione. Di queste, 807 hanno effettuato almeno un corso di formazione linguistica e 520 almeno un modulo di lingua nell'ambito di corsi di formazione.
Sono state individuate quattro macrotipologie di offerta: formazione professionale (44,9% del totale di strutture ed enti considerati), istruzione pubblica (18,5%), scuole di lingua private (21,3%), terzo settore e altre strutture pubbliche (15,3%). Se si considera il livello di corsi e moduli erogati, a prevalere, in generale, è quello di alfabetizzazione linguistica (43,6%), mentre tra le modalità, quella in presenza è la più comune sia per le lingue straniere (94,7%) sia per l'Italiano L2 (49,4%). Molto basse le percentuali delle altre modalità considerate. In questo quadro, le scuole private emergono per articolazione delle proposta oltre che per varietà di tipologia di corsi: nelle scuole private, il 7,7% di corsi di lingua straniera è on line e il 9,7% blended.
Considerando i tre anni presi in esame e le 1033 strutture, si hanno 279 corsi per lingua per singoli, 726 corsi per gruppi e 268 corsi per aziende e PA. Sempre nello stesso triennio sono stati coinvolti, in queste attività di formazione, 273 mila utenti, di cui 110 mila in corsi professionalizzanti. Tra gli utenti, il numero più alto si trova, in assoluto, nei corsi di inglese avanzato. Se invece si considerano le altre lingue straniere e l'italiano L2, le cifre più alte si trovano nei corsi di livello elementare.
Risulta molto frequente, all'interno della formazione professionale, la presenze di moduli linguistici. Dalle risposte delle 520 strutture che erogano moduli di questo tipo, si evidenzia uno scenario molto eterogeneo, costituito sopratutto da soggetti che fanno formazione finanziata da fondi pubblici (regionali, provinciali e Fse). La formazione modulare è per lo più organizzata in base alla figura professionale che si deve aggiornare o formare (50,6%), mentre nel 34,8% dei casi tali moduli sono trasversali e svincolati dai profili professionali. Il 12,1% dei moduli erogati sono inseriti nel corso di formazione in quanto requisito richiesto dall'amministrazione che finanza il corso stesso.
I test in ingresso (per valutare il livello del soggetto da formare) sono fatti costantemente solo da 42,5% delle strutture; il 35,8% li fa in base alla finalità dei corsi e il 21,7% non li fa affatto. Per quanto riguarda i test in uscita, non c'è una modalità univoca e manca quasi del tutto la consuetudine a emettere certificazioni basate su standard internazionali. Infatti, il 47,5% delle strutture rilascia un attestato di frequenza o partecipazione, il 34% una certificazione delle competenze acquisite e solo il 7,5% dà una certificazione fatta secondo standard internazionali.
Delle 807 strutture che nel triennio in questione hanno proposto corsi di formazione linguistica, il 79,1% si limita ad un'offerta standard. Analizzando il restante 20,9% (corrispondente ad un totale di 169 strutture di offerta) viene restituito il seguente quadro: il 12,4% ha attivato un corso innovativo/significativo, il 4,2% un progetto complesso e il 4,3% entrambe le tipologie.
Per corsi e progetti innovativi/significativi si è inteso quelli discostanti dall'offerta standard, con particolare riferimento ad attività formative rivolte a specifici settori professionalizzanti, a sperimentazione metodologica, a lingue poco diffuse, a particolari tipologie di destinatari.
Ancora una volta sono le scuole private a mostrare maggiore apertura verso l'innovazione in termini di corsi erogati (18,9%), mentre per i progetti sono gli Enti di Istruzione pubblica a rilevare la quota maggiore (7,4%).
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