Ansa, 9 giugno 06 FORMAZIONE: CENSIS, POCHE AZIENDE INVESTONO NELLE LINGUE. RISCHIO DI EMARGINAZIONE DAI MERCATI INTERNAZIONALI FIRENZE – La lingua è l’unico “grimaldello” capace di far penetrare la piccola e media impresa nel mercato internazionale perché pone le aziende in grado di “comprendere” uno specifico mercato. Eppure, rispetto ai temi di formazione linguistica, sono pochissime le piccole e medie imprese italiane che dispongono di addetti che usano lingue straniere e, pur ammettendo l’opportunità di disporre di personale in grado di parlarle, le pmi non investono in formazione. È questo il quadro che emerge da una ricerca del Censis sulla domanda di formazione linguistica in Italia nell’ambito del progetto “Let it Fly” che è stata presentata oggi a Firenze. Secondo i risultati di questa ricerca (operata con 1100 interviste dislocate sul territorio nazionale tra microimprese, pmi e grandi imprese), il grado di apertura verso l’estero appare sostanzialmente contenuto se il 77% dei casi non ha attività con l’estero. Sono pochissime le imprese che negli ultimi anni hanno organizzato formazione di lingua straniera: solo il 4,6% delle imprese italiane. La quota sale al 10,3% (generalmente grandi imprese) solo per chi ha rapporti dì import-export. Tra le imprese che hanno erogato formazione linguistica negli ultimi due anni l’inglese è stata la lingua privilegiata (99,4%) contro l’1,4% dell’arabo e lo 0,8% del giapponese. Solo le grandi aziende hanno diversificato l’offerta di formazione con francese, tedesco e spagnolo. Tutti hanno fornito una alfabetizzazione di base e non specialistica. “Tutto questo succede perché il sistema produttivo italiano è basato sulle pmi - spiega Andrea Toma del Censis - che per definizione ha ottiche di breve periodo mentre la formazione ha ottiche di lungo periodo. Conoscere la lingua di un Paese di cui interessa il mercato significa conoscere il mercato: se l’apprendimento della lingua inglese può essere utile nei mercati del centro nord Europa, per quello che riguarda l’area del mediterraneo rischia però di non essere più sufficiente. Dobbiamo - ha detto Toma - fare i conti con i grandi mercati emergenti: quello della Cina per esempio, ma anche l’India e il Nord Africa. Penso poi a tutta l’area russa, che presto potrebbe diventare un referente centrale del mercato dell’energia”.
Adnkronos/Labitalia, 9 giugno 06 IMPRESE: TOSCANA, AZIENDE INVESTONO POCO IN CONOSCENZA LINGUE INDAGINE CENSIS-GRANDI NUMERI PER PROGETTO MINISTERO LAVORO Firenze - In Toscana, il 70,9% delle imprese non svolge alcuna attività con i mercati stranieri. Una percentuale, comunque, inferiore alla media nazionale pari al 77%. Il 29,1% delle aziende toscane si è impegnato almeno su una di questa attività: importazioni (11%), esportazioni (16,3%), partecipazioni a fiere (6,1%) e joint venture (8,8%). E l’1,7% imputa l’assenza di attività verso i mercati stranieri alla mancata conoscenze delle lingue da parte del personale. Infatti, se il 61,7% delle aziende ritiene molto utile avere a disposizione personale che conosce le lingue straniere, quando si tratta di rapportarlo alla propria realtà interna la situazione cambia e solo il 25,8% delle imprese (comunque piùalto del 21,4% nazionale) lo giudica molto utile. Tra gli idiomi ritenuti più utili per il proprio contesto aziendale, il primato spetta senz’altro all’inglese (72,5%), seguito da tedesco (30%), francese (9,8%) e cinese (3,4%). Sono alcuni dei dati relativi alla Toscana che emergono da un’indagine sulla domanda di formazione linguistica delle imprese, presentata oggi a Firenze e realizzata dal Censìs e da Grandi Numeri nell’ambito del progetto “Let it Fly”, finanziato dal Fondo Sociale Europeo (Programma Operativo Nazionale Obiettivo 3) e promosso dal ministero del Lavoro.
Conquiste del Lavoro, Sabato 10- Lunedì 11 Giugno 2006 CENSIS, POCA FORMAZIONE NELLE LINGUE Sono pochissime le piccole e medie imprese italiane che dispongono di addetti capaci di utilizzare correntemente le lingue straniere e, pur ammettendone la necessità, continuano a non investire in formazione mirata. Questo il quadro che emerge da una ricerca del Censis sulla domanda di formazione linguistica in Italia presentata a Firenze. Dalle 1.100 interviste effettuate sul territorio nazionale emerge un’apertura verso l’estero molto contenuta, visto che appena il 4,6% delle imprese nostrane organizza corsi di formazione per l’apprendimento di lingue straniere. La quota sale al 10,3% solo per chi ha rapporti di import-export, cioè soprattutto le realtà più grandi. Tra le imprese che hanno erogato formazione linguistica negli ultimi due anni l’inglese è stata la lingua privilegiata (99,4%) contro l’1,4% dell’arabo e lo 0,8% del giapponese. Solo le grandi aziende hanno diversificato l’offerta di formazione con francese, tedesco e spagnolo. Tutti hanno fornito una alfabetizzazione di base e non specialistica. “Questo succede perché il sistema produttivo italiano è basato sulle pmi – spiega Andrea Toma del Censis - che per definizione ha ottiche di breve periodo mentre la formazione ha ottiche di lungo termine. Però dobbiamo attrezzarci e imparare a fare i conti con i grandi mercati emergenti: quello della Cina per esempio, ma anche l'India e il Nord Africa”.
Avvenire, 10 giugno 06 LE LINGUE STRANIERE NON ENTRANO IN AZIENDA Le lingue straniere? Per i nostri imprenditori sono importanti. Ma non abbastanza da mettere il proprio personale in condizione di parlarle. È la conclusione che si può trarre da una ricerca del Censis sulla domanda di formazione linguistica in Italia, svolta su 1100 imprese di ogni dimensione. Il quadro che emerge è di sostanziale chiusura verso l’estero: il 77% delle aziende prese in esame non ha attività fuori dai nostri confini; solo il 4,6% ha organizzato negli ultimi anni corsi interni di lingue straniere, privilegiando il “solito” inglese (nel 99,4% dei casi) e trascurando lingue emergenti come l’arabo e il giapponese. Solamente le grandi aziende si sono spinte a offrire corsi di francese, tedesco e spagnolo, ma senza andare oltre le nozioni di base. Sono comunque le piccole e medie imprese, le più numerose nel nostro sistema produttivo, a destare maggiori preoccupazioni. In uno scenario che vede emergere economie come la Cina e il Nord Africa, basterà improvvisare un po’ d’inglese per non ritrovarsi ai margini dei mercati? Riccardo Spagnolo
Il Gazzettino, 24 giugno 06 Gambuzza: «Cala la domanda di operai spedalizzati». E le imprese non badano alle lingue straniere IL VENETO ORA SNOBBA LA TUTA BLU Edilizia: sindacati in allarme dopo il record di incidenti mortali, parte la mobilitazione Le imprese venete guardano ai mercati esteri più della media nazionale, ma investono poco sulle competenze linguistiche del personale e sempre meno in figure come l'operaio specializzato o l'impiegato, II tutto mentre scoppia il caso sicurezza in edilizia dopo il record di incidenti mortali e il sindacato scende in piazza a Verona e lancia una campagna in tutto il Veneto. “L’analisi dei dati dell’indagine Excelsior conferma i segnali che già si avvertivano di una situazione economica non brillante - afferma il ricercatore Ires, Maurizio Gambuzza - anche se i dati relativi all’occupazione chiudono con un segno positivo, il rallentamento economico è evidente. Per quanto riguarda nello specifico le figure professionali, nell’esame del periodo 2001 - 2005, emerge una riduzione della domanda di quelle figure peculiari del lavoro industriale, dall'operaio specializzato (lavorazione metalli) al conduttore di impianti e di macchine, ma anche nel settore impiegatizio. E nel settore del manifatturiero in particolare è in corso una riarticolazione interna che risponde all’andamento economico: non è certo una situazione drammatica, ma mancano le punte caratterizzanti i momenti di sviluppo”. Nonostante l’incremento occupazionale di quasi settemila unità, il bilancio fra entrate ed uscite dal mercato del lavoro risulta, per il quarto anno consentivo, in flessione. Le difficoltà maggiori si registrano all’interno del secondario, delle aziende di dimensioni medie e grandi e non artigiane. Tra le Figure professionali maggiormente richieste spiccalo gli operai specializzati (20,5% della domanda espressa) e le professioni relative alle vendite e .ai servizi per le famiglie (20,3%). Le richieste minori riguardano, invece, le professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione (4,3%). La domanda di tali professioni è direttamente proporzionale alla difficoltà di reperimento; per oltre la metà della richiesta di operai specializzati, infatti, si registra difficoltà di reperimento. Sul fronte delle competenze in lingue straniere analizzate dal Censis, se in teoria il 58,8% delle imprese riconosce l’importanza di avere a disposizione personale che sappia parlare le lingue straniere, quando si tratta di passare al proprio contesto aziendale, le cose cambiano e si assiste a un ribaltamento. Solo il 27,7% (dato comunque più alto del 21,4% nazionale), infatti, ritiene molto utile la presenza di dipendenti che conoscano le lingue e per il 94% di loro il fatto di non aver mai rivolto la propria attività verso l’estero non ha alcun legame con la mancata competenza linguistica del personale. L’avere una maggiore apertura verso i mercati stranieri non implica, dunque, una maggiore propensione dell’impresa a formare il proprio personale su questo tipo di competenze. Sebbene il 71,9% delle aziende concordi sull’opportunità di disporre di dipendenti in grado di parlare bene le lingue straniere, soprattutto quelle dei paesi delle economie emergenti (55,1%), come cinese e arabo, il 47,7% ritiene inutile organizzare corsi se queste non vengono utilizzate. E al momento della selezione del personale, la conoscenza delle lingue non sembra un requisito determinante, almeno per il 58,7% delle imprese venete (in questo caso il dato è inferiore alla media nazionale, pari al 66,1%). Nel frattempo scoppia il caso sicurezza. Dopo il gravissimo incidente sul lavoro di cui l’altro ieri sono rimasti vittima, nel veronese, due operai Romeni, ieri altro lutto nel Padovano. Cgil, Cisl, Uil di categoria hanno proclamato per lunedì 26 giugno 8 ore di sciopero a Verona con presidi e volantinaggi nel centro cittadino, per finire con un incontro in Prefettura. Il problema sicurezza, che registra dati drammatici in tutto il Veneto (sette morti dall’inizio dell’anno), è anche stato assunto dal sindacato regionale. «La sequela di incidenti mortali - osserva il segretario regionale della FIllea Cgial, Michele Carpinetti - non accenna fermarsi. In Veneto a metà anno abbiamo eguagliato il numero di morti sul lavoro avvenute nell’intero 2005. Con l’ulteriore aggravante che le vittime sono più giovani: gli ultimi tre operai deceduti erano appena trentenni, tutti stranieri, da soli in Italia, con la speranza di potersi unire con le proprie famiglie. Il settore edile è sempre più frammentato e più di altri esposto al rischio incidenti. Il sistema di appalti e sub appalti rende più difficili i controlli e l’affacciarsi, anche nel nord, del nuovo caporalato tra lavoratori stranieri irregolari fa emergere fenomeni davvero inquietanti».
Torino Sette, 23 giugno 06 Il Liceo Europeo Vittoria festeggia i suoi trent’anni di attività OBIETTIVO: IL MERCATO DEL LAVORO E AL CENTRO I BISOGNI DEI RAGAZZI. Il Liceo Europeo Vittoria festeggia i suoi trent’anni con una nuova lingua: il cinese. Da settembre infatti gli allievi iscritti al primo e secondo anno potranno seguire un corso di cinese Mandarino, oltre a quelli dedicati a lingue più tradizionali, come l'inglese, lo spagnolo, il francese, il tedesco e il latino. Sulla base dei risultati, la scuola valuterà se mantenere il Corso di cinese fino al conseguimento del diploma di istruzione superiore che da accesso all’Università. «Desidero che i nostri studenti comincino ad avere contatti con questa lingua in modo da essere equipaggiati per affrontare le sfide di un mondo in cui si avverte la crescente importanza economica e politica della Cina negli affari internazionali» dichiara la preside, Marcella Margaria Bodo, che sottolinea come il Liceo Vittoria, fin dalla sua nascita (1975), abbia la vocazione a «sperimentare» formule innovative. La pluriennale esperienza nell’insegnamento delle lingue straniere e la motivata disponibilità all'innovazione hanno, infatti, condotto nel 1995 al riconoscimento della sperimentazione prima come Liceo Europeo e poi come Liceo Internazionale. Una recente ricerca del Censis ha assegnato all’Italia il poco onorevole primato in Europa di Paese dove le lingue straniere sono poco e male conosciute. Il Liceo Vittoria è invece una scuola dalla forte vocazione linguistica che offre tutte le tecniche e gli strumenti della didattica più avanzata per l'apprendimento delle lingue straniere. Una scuola dove gli studenti vengono preparati per il conseguimento di numerosi diplomi linguistici e dell’Attestation, titolo riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione francese per iscriversi a qualsiasi Università francofona. Fa parte della Rete Deure (Dimensione Europea dell’Istruzione) ed è stato riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione come Scuola Polo per il Portfolio Europeo delle Lingue (Pel) e per il Chi (Content Language Integrated Learning) ovvero l’insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera. Ma il Liceo Vittoria è soprattutto una scuola dove l’allievo è posto al centro dell'attività didattica, non solo come studente, ma anche come adolescente che richiede attenzione agli aspetti emotivi e non soltanto cognitivi. Lo studente deve «sentirsi bene a scuola», perciò è importantissima la collaborazione tra la scuola e la famiglia, attraverso contatti frequenti con la direzione e con i docenti, ma anche grazie alla possibilità offerta ai genitori di ottenere tutte le informazioni sui programmi, i compiti, le assenze e il profitto con password riservata sul sito della scuola. Vivere bene la scuola significa poter disporre di un’Offerta Formativa ricca di Progetti tra cui scegliere per personalizzare il proprio percorso di formazione secondo gli interessi e le attitudini. Ecco quindi Laboratori di teatro, di fotografia e di cinema; Laboratorio per il conseguimento dell’Ecdl; Scambi, viaggi d’istruzione, stages in Spagna, Francia, Inghilterra, Germania e Italia; Cittadini del mondo: laboratorio di educazione alla legalità e all’interculturalità; Comenius, per incoraggiare i contatti tra studenti di Paesi diversi. E poi occorre segnalare Progetto benessere, una serie di iniziative che vanno dall’accoglienza per i nuovi arrivati, allo sportello psicologico, alle strategie contro tutte le dipendenze. Sono solo alcuni dei tanti Progetti che ampliano l’Offerta Formativa del Liceo Europeo Vittoria. Informazioni più dettagliate si possono trovare sul sito internet della scuola, particolarmente ricco e preciso: www.vittoriaweb.it
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